Ingresso e soggiorno insieme: 12 idee per separarli (o farli dialogare)

Ingresso e soggiorno: 12 idee per separarli (o farli dialogare) senza chiudere gli spazi

Arredare un ingresso che si affaccia direttamente sul soggiorno significa trovare il modo di segnare il confine tra le due zone, con soluzioni che funzionino nell’uso quotidiano e che lascino passare la luce.

Entri in casa e sei già in mezzo al soggiorno, con la borsa in mano e nessun posto dove appoggiare le chiavi? Oppure hai un angolino vicino alla porta che resta vuoto perché non sai come sfruttarlo?

Ce lo chiedete spesso, in studio e nei messaggi, ed è comprensibile. Nelle case di oggi, tra metrature contenute e desiderio di ambienti aperti, la porta si affaccia quasi sempre direttamente sul living e l’ingresso come stanza a sé non c’è più. 

Noi siamo Anna e Marco, un architetto e un geometra/interior designer e con DM Studio progettiamo interni ogni giorno.

In ogni casa che seguiamo cerchiamo di risolvere con la progettazione il problema ingresso. Questa lista nasce da quello che abbiamo visto funzionare davvero e anche da quello che, secondo noi da professionisti, funziona meno.

Separare o differenziare?

Prima di andare avanti, conviene chiarire una cosa. Ci sono due strategie, che spesso si combinano.

Separare significa creare un filtro fisico: una quinta, un vetro, un arredo, un muro. Differenziare significa distinguere le zone senza costruire nulla, usando colore, pavimento e luce.

Non esiste la soluzione giusta in assoluto. Dipende da quanto spazio hai, da quanto sei disposta a spendere e da quanto vuoi intervenire.

Una nota prima di iniziare: per funzionare, un ingresso ha bisogno di poche cose. Almeno 90 cm di passaggio libero, un punto dove sedersi, un appoggio per le chiavi e un posto per giacche e scarpe. Tienile a mente mentre leggi questo articolo.

 

Quando in casa non c'è un ingresso
credit photo: Nestor

 

1. L’effetto scatola

Hai una rientranza vicino alla porta d’ingresso? Dipingi pareti laterali, fondo e soffitto dello stesso colore.

L’effetto è quello di una “scatola” che avvolge lo spazio e lo fa percepire come un ambiente a sé e ti prepara ad entrare nel locale principale, cioè il soggiorno. Funziona benissimo con colori profondi. Funziona anche se dipingi l’evenuale armadio a muro o scaffale dello stesso colore delle pareti.

Il consiglio in più: in un vano piccolo il colore scuro funziona molto bene, ma richiede una luce artificiale ben pensata. Senza, rischi di ottenere un buco buio.

Ingresso differenziato con il colore: effetto scatola


2. La nicchia attrezzata

Se la rientranza è abbastanza larga, trasformala in un vero angolo ingresso. Una panca, una boiserie a mezza altezza con i ganci, uno specchio e una mensola per le chiavi. Lo stile lo decidi tu, in base al resto della casa.

La panca ha bisogno di circa 35-40 cm di profondità. Se ne hai meno, crea comunque un piano d’appoggio e aggiungi una scarpiera slim a fianco.

Ingresso aperto sul soggiorno idea
credit photo: Alvhem


3. L'armadio o il ripostiglio a filo muro

Se riesci a ricavare una nicchia più profonda, puoi chiuderla con ante a tutta altezza tinteggiate dello stesso colore della parete. Le ante “spariscono” e ottieni un armadio che fa anche da filtro verso il soggiorno. Qui l'ordine diventa protagonista.

Per appendere i cappotti servono almeno 60 cm di profondità. Con ripiani e scarpiera bastano 35 o 40 cm. Se invece vuoi ricavare uno spazio più ampio da usare anche come ripostiglio 80-100 di profondità sono il minimo indispensabile.

Attenzione però: va progettato bene, perché un armadio troppo invadente toglie respiro al passaggio.


4. La quinta in cartongesso

È una delle soluzioni che proponiamo più spesso, perché aiuta a filtrare l’ingresso ed è la più personalizzabile. Una parete parziale, anche con nicchia, mensola e luce integrata, che crea un setto senza chiudere del tutto. A seconda della conformazione può essere necessario creare un setto a L o sfruttare la quinta per la creazione di un piccolo ripostiglio.

Ha uno spessore di circa 10 cm e si realizza in pochi giorni, senza troppa polvere. La puoi dimensionare come vuoi.

Come personalizzarla:
  • Colore pieno, anche diverso sui due lati (uno verso l’ingresso, uno verso il soggiorno)
  • Carta da parati, solo sul lato ingresso
  • Boiserie o profili decorativi applicati sul cartongesso
  • Finiture materiche come calce o satinate
  • Specchio, mensola o nicchia con luce integrata

In questa soluzione versatile puoi inserire una panca o mensola su misura, un piccolo pouf con a lato una colonna contenitore per scarpe e borse. Oppure se lo spazio è risicato, creare un appoggio per svuotatasche e una lampada.

Quinta per un ingresso che si apre sul soggiorno


5. Il ribassamento del soffitto (controsoffitto)

Se hai un vano ingresso senza porta, oppure una zona che va da muro a muro, per esempio dalla porta d’ingresso alla porta del disimpegno, il ribassamento è uno dei modi più eleganti per darle un’identità.

Il soffitto scende di pochi centimetri solo in quell’area e lo sguardo capisce subito che quella è una zona a sé. Non serve costruire nulla a terra e il pavimento dell’ingresso resta libero. Spesso noi in cantiere lo usiamo come espediente per far passare gli impianti ed evitare troppe tracce a terra.

Parliamo però di un ribassamento fatto con criterio. Niente onde, niente scalette e niente giochi di forme come si vedevano negli anni 80-90! Per noi vale una regola sola: linee dritte, squadrate e pulite, che seguono la geometria della stanza.

Come farlo bene:
  • Un unico rettangolo che segue i muri, con un ribasso contenuto (spesso bastano 15 cm)
  • Una luce integrata: faretti incassati, oppure un taglio di luce lungo un lato
  • Lo stesso colore del soffitto per un effetto discreto, oppure un colore diverso per un effetto più deciso, magari in continuità con il colore delle pareti (come nell’effetto scatola)

Un’ulteriore comodità: nello spazio che si crea puoi nascondere cavi, tubazioni e impianti e non di rado anche una trave che altrimenti risulterebbe antiestetica.

Il consiglio in più: prima di ribassare controlla l’altezza finale. I regolamenti edilizi locali possono variare, quindi meglio verificarlo con il tecnico che segue la pratica.  

Ingresso nel soggiorno senza separazioni


6. La libreria bifacciale aperta

Una libreria aperta su entrambi i lati separa senza chiudere. La luce passa, lo sguardo attraversa e lo spazio resta arioso.

Funziona bene se la riempi con criterio: libri, qualche oggetto, piante. Il disordine qui è bandito, perché è il biglietto da visita della casa. Non è una soluzione per tutti, perché richiede un po’ di cura nel tenerla organizzata. Per mantenere l'ordine, puoi abbinarla con delle ante chiuse nella parte bassa, come nella nostra soluzione qui sotto.

libreria bifacciale aperta tra ingresso e soggiorno


7. La consolle o la libreria bassa dietro il divano

È la soluzione che non richiede lavori. Posiziona il divano con lo schienale verso la porta d’ingresso e dietro appoggia una consolle o una libreria bassa, della stessa lunghezza del divano o poco meno.

Il divano separa, il mobile crea l’ingresso: chi entra trova subito un piano per chiavi, posta e borsa e il soggiorno resta alle sue spalle.

Per completare l’angolo bastano pochi oggetti: un vassoio per le chiavi, un vaso o una pianta, in basso un cesto per nascondere il disordine. Se vicino c’è una parete libera, puoi appendere uno specchio.Anche qui, come nella soluzione 6, l'organizzazione è fondamentale.

Il consiglio in più: lascia almeno 100 cm liberi tra la consolle e la porta (o la parete di fronte), altrimenti il passaggio diventa scomodo. Meglio ancora se la consolle è poco profonda, tra i 30 e i 35 cm.

La consolle o la libreria bassa dietro il divano


8. Il divisorio in vetro

Stile atelier, molto luminoso, perfetto se vuoi un filtro che non tolga nulla alla luce. Il vetro isola un po’ dai rumori e dalle correnti d’aria, e lascia la vista libera.

I profili neri in metallo danno carattere e si abbinano bene a case moderne o industriali, ma nessuno vieta di fare i profili bianchi o colorati. Il vetro va scelto di sicurezza (temperato o stratificato), se non vuoi che sia trasparente ci sono diverse soluzione esteticamente valide, in ogni caso occorre affidarsi a un artigiano per la posa.

Un suggerimento: è una soluzione più impegnativa come budget e il vetro va pulito spesso, ma ne vale la pena, perchè crea un ingresso elegante e scenografico.

divisorio in vetro tra ingresso e living

 

9. Il paravento

Un pannello alto circa 180 o 200 cm, appoggiato a terra su un basamento, che disegna l’ingresso nel punto in cui lo vuoi, senza toccare muri o soffitto. Non servono lavori e puoi spostarlo o toglierlo quando cambi idea.

È la soluzione più indicata per chi ha un open space piccolo, chi vive in affitto o chi vuole provare prima di fare interventi importanti.

Le soluzioni paravento tra cui scegliere sono davvero tante: legno, con listelli o pannelli pieni, per un effetto caldo e naturale; rattan o canna intrecciata, leggero e luminoso; metallo verniciato, pieno oppure microforato, per uno stile più contemporaneo; vetro con telaio sottile, se vuoi che la luce passi quasi tutta; stoffa tesa su telaio in legno, in lino o cotone, per un effetto morbido e raffinato; carta di riso su telaio in legno, in stile giapponese (shoji), che filtra la luce in modo delicato.

Il consiglio in più: la stabilità conta quanto l’estetica. Un paravento stretto e leggero sembra un oggetto dimenticato lì in mezzo, mentre uno largo almeno 150 o 200 cm, magari ad angolo o con tre ante, ha una presenza vera. Scegli un basamento ben pesante o a forma di L, e abbinalo a una poltroncina o una consolle accanto, così l’ingresso risulta pensato e non improvvisato.

divisorio tra ingresso e soggiorno


10. Il cambio di pavimento o un tappeto grande

Se vuoi segnare la zona senza costruire niente, usa il pavimento. Se sei ancora in fase di ristrutturazione, un’area di piastrelle davanti alla porta (esagonali, effetto cemento, a motivo geometrico, cementine) distingue subito l’ingresso dal living e offre un materiale meno soggetto all'usura in uno spazio molto trafficato.

Se non puoi intervenire sul pavimento, un tappeto grande fa un lavoro simile. Scegli una misura generosa, perché un tappetino piccolo sembra un’aggiunta poco intenzionale e molto casuale. In questo caso, puoi anche giocare con il colore e le fantasie.

Ingresso è direttamente sul salotto: pavimento diverso


11. Il colore che disegna la zona

In un open space il colore può delimitare l’ingresso, anche se qui non c’è una “scatola” che avvolge. Le varianti possono essere, tante ad esempio: il blocco di colore su una parete, magari quella della porta oppure, come nella nostra idea qui sotto, un angolo.

La parte più delicata è scegliere dove fermare il colore. Meglio farlo su uno spigolo, dove termina un mobile o in corrispondenza di un serramento, per evitare un effetto casuale.

Il consiglio in più: traccia bene il perimetro con il nastro di carta, aiutandoti con una livella, prima di dipingere o rivolgiti a un professionista, perché qui l’errore si nota subito. Prova prima il colore con un campione sulla parete e guardalo in momenti diversi della giornata, perché con la luce naturale o artificiale può cambiare molto.

Ingresso aperto sul soggiorno idea

12. La luce dedicata sull'ingresso

Una sospensione studiata sopra l’ingresso lo distingue dal living senza toccare un muro. Una luce calda e puntuale o una lampada scultorea dice allo sguardo che quella è una zona a sé.

È una delle soluzioni più versatili e se la abbini al colore o al tappeto, l’effetto si moltiplica.

ingresso aperto su soggiorno con lampadario

Da dove cominciare

Prima di scegliere, misura. Controlla il passaggio libero (almeno 90 cm), guarda dove cade la luce e immagina come ti muovi quando entri con borse e chiavi in mano.

Ricorda che separare non vuol dire contrastare del tutto. Per far dialogare ingresso e soggiorno, riprendi in entrata un materiale o un colore della zona giorno: il legno del tavolo, un tono della palette, una finitura metallica.

Le due zone restano distinte, ma l’occhio le legge come un’unica casa. È il dettaglio che fa la differenza tra un ingresso “aggiunto” e un ingresso pensato.

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Soluzioni per un ingresso che dà direttamente in soggiorno

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Anna e Marco - CASE E INTERNI

 

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